Materiale assorbente per sversamenti: a cosa serve e come si sceglie
Nelle attivita’ produttive, nelle officine, nei depositi e nei trasporti puo’ capitare che un liquido fuoriesca da un contenitore, da un macchinario o da un serbatoio. Il materiale assorbente serve a contenere e raccogliere rapidamente lo sversamento, limitando il rischio di scivolamento, la contaminazione del suolo o della rete fognaria e il danneggiamento delle attrezzature.
I tipi principali
- Assorbenti universali: raccolgono la maggior parte dei liquidi industriali di uso comune, dall’acqua ai refrigeranti agli oli.
- Assorbenti per idrocarburi (oil only): trattengono oli e carburanti respingendo l’acqua, quindi sono impiegati anche su superfici bagnate o in ambiente acquatico.
- Assorbenti chimici: destinati ad acidi, basi e liquidi aggressivi, con materiali compatibili con la sostanza da raccogliere.
- Granulari: materiali sfusi da spargere sul liquido, adatti a superfici irregolari e a raccolte estese.
Ogni tipologia si presenta in formati diversi: fogli e rotoli per le superfici, salsicciotti e barriere per arginare la propagazione, cuscini per raccolte concentrate, kit di emergenza gia’ assemblati e trasportabili.
Come si sceglie
La selezione parte dalla scheda dati di sicurezza della sostanza presente in azienda: da li’ si ricavano compatibilita’ chimica, pericolosita’ e indicazioni di gestione. Vanno poi considerati il volume massimo di liquido che potrebbe fuoriuscire, il tipo di superficie, la presenza di scarichi o corsi d’acqua nelle vicinanze e il tempo entro cui e’ necessario intervenire. La capacita’ di assorbimento dichiarata dal produttore va confrontata con lo scenario peggiore ipotizzabile, non con la perdita ordinaria.
Procedure e obblighi
La gestione degli sversamenti rientra nella valutazione dei rischi prevista dal D.lgs. 81/2008: il datore di lavoro individua le misure di prevenzione e protezione, fornisce i dispositivi di protezione individuale adeguati e forma il personale sulle procedure di intervento. Prima di agire vanno verificate l’assenza di pericoli immediati, la ventilazione e la compatibilita’ dei DPI con la sostanza; se lo sversamento e’ esteso, coinvolge sostanze pericolose o raggiunge scarichi e corsi d’acqua, l’intervento va affidato alle squadre di emergenza e alle autorita’ competenti.
Dopo la raccolta
Il materiale assorbente utilizzato assume la classificazione del rifiuto in funzione della sostanza raccolta e va gestito di conseguenza, secondo la parte quarta del D.lgs. 152/2006, con deposito temporaneo, codice EER corretto e affidamento a soggetti autorizzati. Prevedere in anticipo dove conservare i kit, come reintegrarli dopo l’uso e chi e’ incaricato di intervenire e’ quello che, nella pratica, fa la differenza tra un incidente contenuto in pochi minuti e un problema piu’ serio.


